Centomiglia del Lario: la storia

La storia della Centomiglia del Lario inizia nel dopoguerra e prosegue tuttora a raccontare le straordinarie imprese di piloti coraggiosi e costruttori del nostro lago, diventati maestri nel mondo per eleganza, qualità, affidabilità delle barche, sia da corsa che da diporto. Quella della Centomiglia, quindi, è una storia meravigliosa e di continui successi, che non ha mai conosciuto interruzione, salvo un’edizione “saltata”: quella del 1976, non per cattiva volontà, ma per l’esondazione del lago e l’allagamento della sede. Ma vediamo di ripercorrere, pur se brevemente, le tappe di questa storia.



Finita la seconda guerra mondiale e con l’Italia in ginocchio, anche l’attività sportiva fa fatica a riprendere. Nemmeno la mitica Pavia – Venezia, nata nel 1929 e conosciuta in tutto il mondo coma la gara di fondo più lunga ed impegnativa, non riusciva a ripartire dopo l’ultima edizione del 1939. A questo punto entra in scena la M.I.La. ad anticipare tutti con l’istituzione di una gara di fondo nel 1949, tre anni prima della ripresa della Pavia – Venezia (1952). Nel mese di giugno 1949, infatti, il presidente Sandro De Col, andato a Pavia ad accompagnare i suoi piloti per una gara in circuito sul Ticino, sente parlare delle intenzioni di ripristinare la Pavia – Venezia e gli balena in mente un’idea fantastica: anche Como potrebbe avere la sua maratona nautica. Ne parla subito con i consiglieri Tino Pistarini e Aldo Ayala. La fiamma si accende immediatamente ed iniziano i progetti, purtroppo frenati dalla preoccupazione più comune di quegli anni: i “danée”, ossia i quattrini. Ma l’entusiasmo è troppo forte per rinunciare all’idea. I tre moschettieri affilano le spade: De Col in giro a cercare soldi. Ayala e Pistarini a tavolino a studiare il percorso e stendere il regolamento. Solo chi ha potuto assistere alla scena, potrebbe descrivere quel giorno, sempre del mese di giugno, in cui Sandro De Col è arrivato tutto trafelato di corsa, sventolando un assegno di un milione sulla Banca Commerciale Italiana. A risolvere il problema finanziario ci aveva pensato un socio motonauta, l’unico che poteva permettersi, di quei tempi, un contributo così sostanzioso: Remo Cademartori, che da poco aveva rilevato il glorioso cantiere Taroni di Carate Urio. Con quel milione, infatti, la Centomiglia si può fare. Perché, quando De Col mostra l’assegno di Cademartori, passati i primi momenti di euforia generale, Aldo Ayala tira fuori il disegno del percorso e il programma del battesimo della gara: 4 settembre 1949, sul tracciato Como – Lecco – Colico – Isola Comacina – Como, toccando i punti più affascinanti del lago. Nasce la Centomiglia del Lario, come gara di fondo per entrobordo da turismo, perché è in quegli anni che i cantieri lariani riprendono la loro produzione e trovano così l’occasione per mettere in mostra le loro barche. La prima edizione vede al via 34 partenti, dei quali arrivano al traguardo in 26. La vittoria assoluta va a Mario Marzorati con uno scafo Taroni, motorizzato Gray Marine 5000 alla media di 66.022 km/h. Fortunato Poletti vince negli entrobordo turismo fino a 2228 cmc.
L’edizione del 1950 si svolge il 10 settembre 1950, sempre su tutto il periplo del lago ed è vinta da Carlo Somaini. Purtroppo la seconda edizione si svolge senza il suo fautore principale: Sandro De Col, muore a 47 anni a Lione il 2 luglio 1950 sulle acque del Rodano, dopo aver vinto la corsa degli entrobordo senza limitazione.
Ma la Centomiglia ormai si è creata un proprio spazio nella storia della motonautica, diventando un evento irrinunciabile. Dal momento, però, che il periplo completo del lago diventa troppo dispersivo per i concorrenti e per il pubblico, nel 1951 il percorso viene ridotto da Como all’Isola Comacina. Non solo: sono ammessi anche i fuoribordo, che devono compiere 2 giri, a differenza dei 3 imposti agli entrobordo.
Ne partono 40 e ne arrivano 20. La vittoria assoluta va ancora a Carlo Somaini, mentre Angelo Molinari vince negli entrobordo con uno scafo Lariano, costruito ne cantiere posto sotto i distinti dello Stadio Sinigaglia, motorizzato Mercury. L’edizione del 1960 è vinta dal tedesco Walter Ebers su un Timossi motorizzato BPM, ma la “svolta” nella storia della corsa è datata 1961. L’8 ottobre di quell’anno lo svizzero Adolfo Buchi infrange il muro dei 100 km/h, alla guida di un Abbate motorizzato BPM. Giuseppe Roda, con motore Mercury e scafo di Angelo Molinari, nel 1964 è il primo a vincere la Centomiglia con un fuoribordo alla media di 95.829 km/h.
Gli anni ’60 segnano anche il boom dei concorrenti: l’edizione del 1962 supera il numero di 100 (121 partiti e 96 arrivati), mentre quella del 1967 ne vede addirittura 130 al via. Gli inizi anni ’70 vedono il dominio dei fuoribordo da corsa, i famosi ON 2000, con Renato Molinari e Cesarino Scotti.
La corsa viene ripresa in mano dagli entrobordo con Tullio Abbate (il pilota che ha vinto più edizioni: 11) e Giuseppe Todeschini. Con l’edizione 1977, il percorso viene ulteriormente accorciato: da Como alla punta di Germanello di Laglio per 8 giri. La Centomiglia del 5 ottobre 1986 è vinta dal compianto Stefano Casiraghi con un entrobordo Abbate motorizzato Lamborghini. Dal 1987 al 1996 si ritorna a girare all’Isola Comacina. Memorabile, comunque, sarà l’edizione del 1993, rinviata da ottobre a fine novembre per l’esondazione. Con un lago liscio come l’olio per l’assenza di altri natanti, è l’edizione della caduta di ogni record. Quel 21 novembre 1993, infatti, il pilota luganese della M.I.La., Sandro Gianella, con una barca Lucini – Lamborghini, stabilisce la media più alta e tuttora imbattuta di 195.434.
Dal 1998 ritornano gli 8 giri classici sul percorso da Como a Laglio e l’anno 2005 si inaugura una nuova Centomiglia più corta, ma più spettacolare, da Como a Faggeto Lario. E la storia continua…